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semiLEGALI #010

Rete Semi Rurali promuove la gestione dinamica e collettiva della diversità agricola.
Per una transizione agroecologica della nostra agricoltura.

A ogni terreno il seme, a ogni seme il suo terreno!

semiLEGALI è la Newsletter di Rete Semi Rurali dedicata a legislazione e politiche su sementi e agrobiodiversità.

Newsletter 10/ 2025 - Agosto

Ciao

 

Il lento avanzamento della riforma sementiera

Tra gennaio e giugno 2025, sotto la presidenza polacca del Consiglio Europeo dei Ministri, la discussione si è incentrata sugli articoli da 1 a 40 (capitoli I e II) e sugli allegati I, II, III, III bis, V e VI della proposta. Da fine giugno, la presidenza del Consiglio è passata alla Danimarca, che intende raggiungere un accordo tra gli Stati membri entro la fine dell'anno. L’idea della Danimarca è di avere il mandato per negoziare nel COREPER (Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei Governi degli Stati membri dell'Unione europea), dove la votazione sarà presa a maggioranza qualificata, e non coinvolgere direttamente i Ministri.


Di seguito riportiamo i punti salienti della discussione portata avanti dal gruppo di lavoro dal punto di vista delle organizzazioni Europee delle sementi.

La definizione delle varietà da conservazione
(art 3 - 29)

Il dibattito sulle varietà da conservazione ha attraversato tutte le presidenze che si sono
susseguite da quando il dossier è passato all’analisi del Consiglio. La definizione proposta dalla presidenza belga (prima metà del 2024) è stata sviluppata dalla presidenza ungherese e poi ampliata per comprendere sia le “varietà da conservazione” sia le “nuove varietà locali” nonché le varietà cosiddette “comunemente note” dei fruttiferi. La maggioranza resta divisa tra preferenze per una definizione più stretta o più ampia.

Quel che è importante, è che la definizione di varietà di conservazione dovrà essere attentamente costruita in modo da riflettere la diversità di materiali mantenuti, migliorati e adattati dagli agricoltori nei territori. Dovrebbe, inoltre, escludere esplicitamente gli ibridi F1, le piante sviluppate

Sementi vendute a utenti non professionali
(art 28)

Fin dall’inizio del processo nel Consiglio, molte delegazioni hanno espresso preoccupazione rispetto all’esenzione dalle norme di registrazione e certificazione varietale per le sementi vendute ad attori amatoriali (non professionali). Il rischio paventato riguarda la potenziale introduzione sul mercato di materiale vegetale di scarsa qualità ed il commercio illegale.

Mantenere questa esenzione, d’altro canto, tutela e riconosce l’operato di tutti quegli hobbisti appassionati che, sebbene su piccolissima scala, contribuiscono alla tutela dell’agrobiodiversità e del patrimonio culturale e gastronomico associato alle sementi, soprattutto di quelle varietà che il mercato formale tende ad escludere. Regolamentare lePRM destinate a questi sistemi di nicchia allo stesso modo dei sistemi di scala commerciale ci appare sproporzionato e controproducente, in nome di un rischio francamente basso.e, escludere esplicitamente gli ibridi F1, le piante sviluppate

Regole per le organizzazioni e reti per la conservazione delle risorse fitogenetiche
(art 29)

La presidenza polacca ha proposto di sopprimere l’art 29 che conteneva regole ad hoc per le reti delle sementi e dell’agrobiodiversità, escludendo invece le loro attività dal campo di applicazione del regolamento (ai sensi dell';articolo 2). Anche qui, però, non è stato possibile raggiungere una posizione definitiva.

Escludere il lavoro di conservazione dall'ambito di applicazione della riforma (articolo 2, paragrafo 4, “Esclusioni dall'ambito di applicazione”) è sicuramente un buon passo in avanti, piuttosto che creare una eccezione ad hoc tramite un articolo dedicato. Tuttavia, gli equilibri su questo punto sono ancora fragili ed è necessaria una continua azione di dialogo coi singoli Ministeri perché sostengano questa esenzione.

Scambio di sementi tra agricoltori (art 30)

Il punto probabilmente più critico della presidenza polacca è stata la proposta di sopprimere del tutto questo articolo, per rispondere alle preoccupazioni di molti Stati membri che temono la nascita di un mercato illegale, la mancanza di controllo, nonché potenziali rischi fitosanitari.


Mentre non è stata raggiunta una posizione definitiva, il rischio che il libero scambio (anche dietro compenso economico) di sementi non protette tra agricoltori non sia ammesso è particolarmente grave in quanto violerebbe sia le disposizioni del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura (ITPGRFA) che la Dichiarazione dei diritti dei contadini (UNDROP). Entrambi, e il primo in forma legalmente vincolante, sanciscono il diritto degli agricoltori di conservare, scambiare, vendere e utilizzare le proprie sementi. RSR si oppone fermamente alla soppressione dell'Art 30, fintantoché non sarà chiarito che gli scambi di sementi tra agricoltori possono avvenire al di fuori dell'ambito di applicazione delle norme sulla commercializzazione delle sementi. In assenza di tale esclusione, occorre almeno garantire lo scambio senza

Obblighi e oneri burocratici (Art 41- e 42)

Gli articoli 41 e 42 introducono nuovi obblighi amministrativi, di monitoraggio e di tracciabilità che avrebbero un impatto grave sulle imprese sementiere più piccole, ovvero quelle che più contribuiscono alla conservazione e la diffusione dell’agrobiodiversità. Una esenzione per i piccoli operatori (basato su un tetto di reddito e/o numero di dipendenti) renderebbe il sistema più giusto, rispettando il principio della proporzionalità. Anche la definizione di “operatore professionale” nell’art 3 dovrebbe riflettere tale principio, incorporando il concetto di sfruttamento commerciale e riconoscendo una soglia di reddito.

Ancora aperta la petizione
La tua Voce per la Diversità

Ricordiamo di sostenere la nostra attività di dialogo politico sulla riforma sementiera,
firmando la petizione “La Tua Voce per la Diversità”. Resterà aperta fino all’autunno!

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In corso il Trilogo per chiudere la partita NGT

Dedicheremo più spazio alle NGT (New Genomic Techniques) nei numeri autunnali di questa newsletter. Intanto, ricordiamo che la proposta di deregolamentazione è nelle sue fasi finali. Parlamento, Consiglio e Commissione stanno negoziando del Trilogo, ma sembra che la partita sia in stallo. Infatti, il Parlamento europeo ha chiesto almeno il mantenimento dei requisiti di tracciabilità ed etichettatura per tutti i nuovi OGM e, anche, regole per la brevettabilità. Per RSR si tratta di una richiesta imprescindibile, per garantire che coltivatori, agricoltori, produttori e consumatori possano fare scelte consapevoli. 

Attraverso il sito di RSR, è possibile partecipare attivamente ad un’iniziativa per chiedere il mantenimento di regole chiare e vincolanti agli Europarlementari. Ad oggi, oltre 4000 mail sono state inviate ai membri del Parlamento. La campagna è aperta a tutti i cittadini europei e consente un’azione mirata verso rappresentanti di diversi schieramenti politici.

Difendi il tuo diritto di scegliere cosa acquistare, cosa coltivare, cosa mangiare. Fai pressione sui parlamentari europei!


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La Newsletter ha ricevuto il sostegno della Fondazione Cariplo attraverso il progetto Good food Good seeds (GfGs): campagna per una riforma della legislazione sementiera che sostenga la transizione agro-ecologica - ref 2023-0657

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